Ottobre 30, 2007

La “cotta 65” è una birra ambrata ad alta fermentazione. Una birra buona, ma come diceva la pubblicità di una celebre caramella: «Buona. E brava!». Sì, perché l’intero ricavato della sua vendita andrà a finanziare la costruzione di una casa famiglia per gli orfani e i ragazzi di strada di Togoville, tramite l’onlus “Mama Africa”. Leggi il seguito di questo post »
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Giugno 9, 2007
Il parlamento ruandese ha approvato ieri l’abolizione della pena capitale, una decisione che potrebbe aprire la strada all’estradizione in Ruanda dei sospetti del genocidio del 1994: il Ruanda sostiene che molti di coloro che sono sospettati di aver partecipato all’uccisione di 800.000 tutsi e hutu si trovino in Europa, America del Nord e Africa occidentale, ma molti Paesi si rifiutano di estradare i sospetti criminali in nazioni che praticano la pena di morte o la tortura. L’assemblea ha approvato con 45 voti favorevoli e cinque astenuti l’eliminazione della pena di morte e la sua sostituzione con il carcere a vita. [ © Reuters 2007 ]
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Dicembre 17, 2004

A dieci anni di distanza da quello che è tristemente passato alla storia come il “genocidio più veloce della storia”, Zatopek porta a Moretta la mostra fotografica “Ruanda, le ferite del silenzio”, che nel corso degli ultimi anni Medici Senza Frontiere ha allestito nelle principali città italiane. Il progetto raccoglie il coraggioso lavoro di riflessione e documentazione di una donna ruandese, Yolande Mukagasana, miracolosamente scampata al massacro. Leggi il seguito di questo post »
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Gennaio 15, 2004

Nell’ambito delle iniziative legate all’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Moretta, una serata con il giornalista Gabriele Nissim, che ha presentato il suo ultimo libro “Il Tribunale del Bene” (Mondadori 2003). Al termine dell’incontro del 15 gennaio, Gabriele Nissim ci ha “regalato” una lunga riflessione che ricostruisce la genesi del suo lavoro: l’elaborazione della memoria dei genocidi e dei crimini contro l’umanità che hanno attraversato il Novecento come atto di responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo.
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Dicembre 28, 2003

Vent’anni fa sembrava che l’arte moderna avesse esaurito le sue energie e stesse morendo per una lenta amnesia. L’ispirazione e la vitalità dell’Impressionismo se n’erano andate: Cézanne era morto da poco e Renoir, un uomo anziano, era l’ultimo di una generazione che sembrava priva di successori. Picasso e Matisse avevano rivelato il loro talento, ma né l’uno né l’altro aveva ancora manifestato compiutamente la propria personalità. Qualche nuovo motivo, qualche concezione di fertile influenza era indispensabile perché sia l’uno che l’altro potessero mettere pienamente a frutto i propri talenti. Sia l’uno che l’altro avevano consapevolezza di energie non impiegate, non organizzate, nell’attesa di qualche innovazione plastica che loro stessi fossero capaci di realizzare e sviluppare. Leggi il seguito di questo post »
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Dicembre 28, 2003
Per quali motivi possono essere accostati due film come American Beauty e Magnolia? Risposta facile: sono entrambe opere di giovani registi americani, che hanno avuto un notevole successo di critica e di pubblico e che offrono uno spaccato della attuale società americana colta attraverso le sue crisi esistenziali e generazionali, attraverso i suoi “mali di vivere”. Risposta esatta.
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Dicembre 28, 2003
Mentre nella Chiesa Cattolica sono iniziate le commemorazioni del cinquantesimo anniversario di promulgazione dei documenti del Concilio Vaticano II, ritorna di grande attualità il dibattito sulla «Teologia della Liberazione» (TdL) nata in contesto Latino americano e in parte proprio incoraggiata dalla ventata d’apertura teologica coincisa con l’ultimo Concilio Ecumenico . Questa teologia che, oggi come quarant’anni fa, continua a porre dei grandi interrogativi alla Chiesa universale, ha conosciuto una tale diffusione e una tale risonanza in molti paesi e continenti, che non è più possibile una riflessione teologica che possa prescindere da essa. Normalmente, quando si parla di TdL, si pensa immediatamente a dei personaggi come Gustavo Gutiérrez, Jon Sobrino e Leonardo Boff, ma si tratta di un fenomeno ecclesiale e culturale troppo complesso per essere limitato a dei teologi di professione.
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Dicembre 28, 2003
Il dottor Silvio Galvagno, nel corso della sua permanenza presso l’ospedale di Emergency a Sulaymania, in Iraq, ha mantenuto i contatti con gli amici mediante la posta elettronica: riportiamo qui alcune lettere inviate tra ottobre e novembre 2002.
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Maggio 28, 2003
“Abbiamo bisogno di rigenerazione, non di rinascita [...] Anche se entrambe sono intrecciate nella danza a spirale, preferisco essere cyborg che dea”. Donna Haraway, Manifesto Cyborg, 1985
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