Il parlamento ruandese ha approvato ieri l’abolizione della pena capitale, una decisione che potrebbe aprire la strada all’estradizione in Ruanda dei sospetti del genocidio del 1994: il Ruanda sostiene che molti di coloro che sono sospettati di aver partecipato all’uccisione di 800.000 tutsi e hutu si trovino in Europa, America del Nord e Africa occidentale, ma molti Paesi si rifiutano di estradare i sospetti criminali in nazioni che praticano la pena di morte o la tortura. L’assemblea ha approvato con 45 voti favorevoli e cinque astenuti l’eliminazione della pena di morte e la sua sostituzione con il carcere a vita. [ © Reuters 2007 ]